Come si calcola il ritardo: conta l’orario di arrivo
In sintesi
Il tuo ritardo si calcola all’arrivo alla destinazione finale, e secondo la Corte di giustizia dell’Unione europea l’orario di arrivo effettivo è il momento in cui si apre almeno una delle porte dell’aereo così che i passeggeri possono scendere (sentenza C-452/13, Germanwings).
Non contano quindi né il momento in cui le ruote toccano la pista né quello in cui l’aereo si ferma al gate.
Se hai tre ore o più di ritardo quando la porta si apre, di norma puoi avere diritto a una compensazione ai sensi del regolamento UE 261/2004, purché il volo rientri nelle regole UE (partenza dall’UE/SEE, o arrivo nell’UE/SEE con una compagnia registrata lì) e il ritardo non sia dovuto a circostanze eccezionali.
Di Airlate · Pubblicato il · Aggiornato il
Rispondi ad alcune brevi domande sul tuo volo e valuteremo se il tuo ritardo può dare diritto a una compensazione secondo le regole UE.

L’apertura della porta è l’orario di arrivo giuridico
Le regole UE sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo (regolamento 261/2004) collegano la compensazione a quanto sei in ritardo, ma il regolamento non definisce che cosa significhi davvero «orario di arrivo». Lo ha deciso la Corte di giustizia dell’Unione europea nel settembre 2014, nella causa C-452/13 tra la compagnia Germanwings e il passeggero Ronny Henning.
Il ragionamento della Corte è facile da seguire. Finché resti a bordo ti trovi in uno spazio chiuso, sotto il controllo della compagnia e con possibilità molto limitate di comunicare con l’esterno. Solo quando le porte si aprono e puoi scendere, puoi tornare alle tue normali attività. Per questo la Corte ha stabilito che l’orario di arrivo è il momento in cui si apre almeno una delle porte dell’aereo, sul presupposto che i passeggeri possano allora lasciarlo.
La Corte ha espressamente respinto altre due alternative: il momento in cui le ruote toccano terra e il momento in cui l’aereo raggiunge la piazzola di sosta e i freni di stazionamento vengono inseriti.
Tre momenti all’atterraggio: oggi ne vale uno solo
- Touchdown: le ruote toccano la pista. Non conta come arrivo.
- On-block: l’aereo è fermo alla piazzola di sosta e i freni vengono inseriti. Non conta nemmeno questo.
- Apertura della porta: si apre almeno una porta e i passeggeri possono scendere. È l’orario di arrivo giuridico secondo la Corte di giustizia.
- Attenzione: l’orario mostrato dai monitor dell’aeroporto e dalle app può essere quello del touchdown o dell’on-block, non quello in cui la porta si è davvero aperta.
Nuova regola sull’orario di arrivo dal 23 ottobre 2027
Questo articolo descrive le regole in vigore fino al 22 ottobre 2027 compreso. Dal 23 ottobre 2027 si applica il regolamento (UE) 2026/2202, che modifica il regolamento 261/2004. Secondo la nuova definizione dell’articolo 2, lettera x), l’orario di arrivo è il momento in cui l’aereo raggiunge la piazzola di sosta e i freni di stazionamento sono stati inseriti (on-block), non più il momento in cui la porta si apre. Secondo il nuovo articolo 6, paragrafo 4, il diritto alla compensazione sussiste quando il ritardo all’arrivo alla destinazione finale supera le tre ore.
Esempio: i pochi minuti che hanno fatto la differenza nella causa Germanwings
L’11 maggio 2012 Ronny Henning volò da Salisburgo a Colonia/Bonn con arrivo previsto alle 14:40. L’aereo toccò terra solo alle 17:38, con un ritardo di 2 ore e 58 minuti. La piazzola di sosta fu raggiunta alle 17:43, cioè con 3 ore e 3 minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, e le porte si aprirono subito dopo.
Germanwings sostenne che valeva l’orario del touchdown: 2 ore e 58 minuti, sotto la soglia delle tre ore, nessuna compensazione. Henning riteneva che il ritardo fosse superiore a tre ore e chiese 250 euro. Il giudice austriaco di primo grado contò dal momento in cui si era aperta la prima porta e condannò Germanwings a pagare.
Germanwings propose appello e il Landesgericht Salzburg chiese alla Corte di giustizia quale momento valesse. La Corte rispose: quando si apre almeno una porta, lo stesso criterio che aveva usato il primo giudice. Misurato così, il ritardo superava le tre ore. La controversia vera e propria spettava poi al giudice austriaco. Pochi minuti separavano quindi la mancata compensazione dalla compensazione piena.
Ritardo alla partenza e ritardo all’arrivo sono due cose diverse
L’articolo 6 delle regole UE riguarda i ritardi alla partenza. Ti dà diritto all’assistenza in aeroporto (pasti, bevande e comunicazioni) quando la partenza è attesa con due, tre o quattro ore di ritardo a seconda della distanza del volo. Con almeno cinque ore di ritardo puoi di norma scegliere di rinunciare al viaggio e farti rimborsare il biglietto.
La compensazione in denaro dipende invece dall’arrivo. Secondo la giurisprudenza costante della Corte di giustizia, confermata nella sentenza Germanwings, i passeggeri che arrivano con tre ore o più di ritardo hanno di norma diritto alla compensazione ai sensi dell’articolo 7, sulla stessa base dei voli cancellati.
Ne derivano due conseguenze pratiche. Una partenza tardiva che il pilota recupera in volo di norma non dà diritto alla compensazione se arrivi comunque con meno di tre ore di ritardo. E viceversa: nei viaggi con coincidenze nella stessa prenotazione conta l’arrivo alla destinazione finale (sentenza C-11/11, Folkerts): un breve ritardo sul primo tratto che ti fa perdere la coincidenza può significare molte ore di ritardo là dove devi davvero andare.
I livelli di compensazione in breve
L’entità della compensazione dipende in primo luogo dalla distanza del volo secondo l’articolo 7 delle regole UE. Al livello più alto, 600 euro per i voli di più di 3500 km non intracomunitari (non all’interno dell’UE/SEE), l’importo può essere dimezzato se il ritardo all’arrivo è inferiore a quattro ore (sentenza C-402/07, Sturgeon).
| Distanza del volo | Importo della compensazione |
|---|---|
| Voli fino a 1500 km | 250 € |
| 1500–3500 km (e voli all’interno dell’UE oltre i 1500 km) | 400 € |
| Voli oltre 3500 km | 600 € |
Gli importi si intendono per passeggero.
Si tratta di importi fissi stabiliti dal regolamento. La compagnia aerea può ridurre l’importo del 50% se ti offre un volo alternativo con cui arrivi a destinazione con un ritardo non superiore a 2 ore (voli fino a 1500 km), 3 ore (voli da 1500 a 3500 km e voli all’interno dell’UE oltre i 1500 km) o 4 ore (altri voli oltre 3500 km) rispetto all’orario di arrivo originariamente previsto (articolo 7, paragrafo 2). In caso di ritardo su un volo di oltre 3500 km da o verso un Paese al di fuori dell’UE, l’importo può essere ridotto del 50% anche se arrivi a destinazione con un ritardo di almeno tre ore ma inferiore a quattro (Corte di giustizia dell’Unione europea, Sturgeon e a., punto 63).
Tre ore alla porta non bastano sempre
Anche se il ritardo supera le tre ore quando la porta si apre, la compagnia può evitare di pagare la compensazione se dimostra che il ritardo è dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, per esempio condizioni meteorologiche incompatibili con l’effettuazione del volo. Il diritto all’assistenza in aeroporto non ne risente.
E nell’altro senso: se la porta si apre prima che siano trascorse tre ore, di norma non spetta alcuna compensazione, anche se la partenza era in ritardo di molto di più.
Come documentare l’orario di arrivo effettivo
Subito all’arrivo
- Scatta una foto quando la porta si apre o quando scendi: l’orario resta nei metadati dell’immagine
- Invia un messaggio a qualcuno quando lasci l’aereo, così ottieni una marca temporale indipendente
- Annota tu stesso quando l’aereo è atterrato e quando si è fermato, se ne hai il tempo
In un secondo momento
- Conserva carta d’imbarco, conferma di prenotazione ed eventuali SMS della compagnia
- Recupera i dati del volo da un servizio di tracciamento dei voli: spesso si vedono sia l’orario di atterraggio sia quello on-block
- Chiedi alla compagnia una comunicazione scritta sull’orario di arrivo effettivo
Domande frequenti sull’orario di arrivo
Sì. Il ritardo corre fino a quando la porta si apre e puoi scendere. Il tempo in cui l’aereo resta fermo in pista o su una piazzola di sosta è quindi compreso, e può essere ciò che porta il ritardo oltre la soglia delle tre ore.
L’indicazione della compagnia può basarsi sull’orario del touchdown o dell’on-block, che può precedere di diversi minuti l’apertura della porta. Secondo le regole attuali, giuridicamente vale l’apertura della porta. Una tua documentazione con marche temporali può essere molto utile nei casi limite.
Sì, ma per altri diritti. Una partenza in ritardo dà diritto all’assistenza, come pasti e bevande ai sensi dell’articolo 6, e con almeno cinque ore di norma al rimborso del biglietto. La compensazione in denaro si valuta invece in base all’arrivo alla destinazione finale.
La compagnia ha propri dati sull’arrivo, ma raramente li vedrai direttamente. Combina la tua documentazione con i dati pubblici sui voli; se il caso è vicino alla soglia, puoi chiedere alla compagnia i suoi dati sull’apertura della porta.
Rispondi ad alcune brevi domande sul tuo volo e valuteremo se il tuo ritardo può dare diritto a una compensazione secondo le regole UE.
Fonti
- Sentenza nella causa C-452/13, Germanwings GmbH contro Ronny Henning (4 settembre 2014) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-07-03
- Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, articoli 2, lettera h), 3, paragrafo 1, 5, paragrafo 3, 6 e 7 e considerando 14 · EUR-Lex · Normativa · consultato il 2026-10-06
- Sentenza nelle cause riunite C-402/07 e C-432/07, Sturgeon e a. contro Condor Flugdienst e Böck e Lepuschitz contro Air France (Quarta Sezione, 19 novembre 2009) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Sentenza nella causa C-11/11, Air France SA contro Heinz-Gerke e Luz-Tereza Folkerts (Grande Sezione, 26 febbraio 2013) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Sentenza nella causa C-537/17, Claudia Wegener contro Royal Air Maroc SA (Ottava Sezione, 31 maggio 2018) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Regolamento (UE) 2026/2202 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2026, che modifica il regolamento (CE) n. 261/2004 e il regolamento (CE) n. 2027/97 del Consiglio (GU L, 2.10.2026) · EUR-Lex (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea) · Normativa · consultato il 2026-10-06
