Documenti e ricevute da conservare in caso di disservizio aereo
In sintesi
In caso di disservizio aereo conserva quattro cose: carta d’imbarco e conferma di prenotazione, prove del disservizio stesso (SMS, e-mail, notifiche dell’app e foto dei tabelloni informativi), l’indicazione di quando hai raggiunto effettivamente la destinazione e le ricevute di tutte le spese per pasti, hotel e trasporti. Con questi documenti puoi dimostrare sia di avere una prenotazione sul volo sia quanto è stato grave il disservizio. Se manca qualcosa, quasi tutto si può ricostruire in seguito, ma schermate e ricevute raccolte sul momento rendono la richiesta più rapida e più solida.
Di Airlate · Pubblicato il · Aggiornato il
Rispondi ad alcune domande sul tuo volo e valuteremo gratuitamente se il disservizio può dare diritto a una compensazione secondo le regole UE. Se in seguito ci servono dei documenti, te li chiederemo via e-mail.

Carta d’imbarco e conferma di prenotazione: la base della richiesta
Il regolamento UE sui diritti dei passeggeri presuppone, tra l’altro, una prenotazione confermata sul volo e, tranne in caso di volo cancellato, la presentazione all’accettazione in tempo. La conferma di prenotazione mostra la prenotazione, e la carta d’imbarco mostra che hai fatto il check-in. Insieme sono il nucleo di ogni richiesta di compensazione.
Il codice di prenotazione, il breve codice che trovi nella conferma, è la chiave dell’intero viaggio nel sistema della compagnia aerea. Se lo hai ancora, prenotazione, check-in e cambi di volo si possono recuperare anche dopo. Le carte d’imbarco digitali nell’app della compagnia, invece, possono sparire a viaggio concluso: fai una schermata finché la carta è ancora visibile.
Checklist: cosa conservare
Il viaggio
- Conferma di prenotazione con il codice di prenotazione
- Carta d’imbarco: fai una schermata delle carte digitali nell’app
- Conferma di pagamento o ricevuta del biglietto
Il disservizio
- SMS ed e-mail della compagnia aerea su ritardo o cancellazione
- Schermate delle notifiche nell’app della compagnia
- Foto dei tabelloni informativi con numero del volo, stato e orario
- Documenti relativi al volo alternativo ed eventuale comunicazione scritta del motivo
L’arrivo
- Un appunto su quando si sono aperte le porte alla destinazione finale
- Schermata dell’app o di un servizio di tracciamento dei voli con l’orario di arrivo effettivo
Le spese
- Ricevute di cibo e bevande durante l’attesa
- Ricevute dell’hotel, se hai dovuto pernottare
- Ricevute del trasporto tra l’aeroporto e l’hotel
Prove del disservizio: conservale subito
SMS, e-mail e notifiche dell’app della compagnia aerea sono spesso la prova più chiara, perché mostrano mittente, momento e ciò che è stato comunicato. Non cancellare nulla finché la vicenda non è del tutto chiusa.
Aggiungi una foto del tabellone informativo in cui si vedano il numero del volo, lo stato e l’orario. Se ricevi indicazioni a voce al gate, chiedi se possibile il motivo per iscritto, oppure annota tu chi ha detto cosa e quando. Una breve cronologia scritta lo stesso giorno pesa più di un ricordo di diverse settimane dopo.
Orario di arrivo effettivo: perché è decisivo
In caso di ritardo, il tuo diritto alla compensazione si valuta in base a quanto tardi arrivi alla destinazione finale, non a quanto tardi l’aereo è decollato. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, un ritardo di tre ore o più alla destinazione finale può dare diritto alla compensazione, purché siano soddisfatte le altre condizioni.
La Corte ha inoltre chiarito che cosa significa arrivo: l’orario di arrivo effettivo è il momento in cui si apre almeno una delle porte dell’aeromobile e ai passeggeri è consentito lasciarlo (causa C-452/13, Germanwings). Non contano quindi né il momento in cui le ruote toccano terra né quello in cui l’aereo raggiunge la piazzola di sosta. Questo vale secondo le regole attuali; per i voli a partire dal 23 ottobre 2027 conta invece il momento in cui l’aereo raggiunge la piazzola di sosta e i freni di stazionamento sono inseriti, in base al regolamento (UE) 2026/2202.
Nei casi limite possono bastare pochi minuti a decidere tutto. Gli orari di volo effettivi sono normalmente conservati nei database dei voli e presso la compagnia aerea, ma di solito indicano il momento dell’atterraggio o dell’arrivo alla piazzola di sosta, cioè prima dell’apertura delle porte. Un tuo appunto o una schermata fatta all’arrivo rafforza quindi la tua richiesta, se quei dati venissero contestati.
Assistenza ai sensi dell’articolo 9 del regolamento 261/2004
- Quando: in caso di ritardo, se la compagnia aerea prevede che la partenza avvenga con almeno due, tre o quattro ore di ritardo a seconda della distanza (articolo 6). In caso di volo cancellato e di negato imbarco il diritto sussiste senza tale limite di tempo (articoli 4 e 5)
- Pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa
- Sistemazione in albergo quando è necessario un pernottamento: in caso di ritardo e di volo cancellato, quando la nuova partenza è prevista al più presto il giorno dopo
- Trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione
- Due chiamate telefoniche o due messaggi via telex, fax o posta elettronica a titolo gratuito
- Se nulla di questo viene offerto e provvedi tu stesso, conserva le ricevute: le spese necessarie, appropriate e ragionevoli si possono di norma chiedere in un secondo momento
Ricevute delle spese: costi necessari, appropriati e ragionevoli
Quando la compagnia aerea non offre l’assistenza dovuta ai sensi dell’articolo 9, di norma puoi anticipare le spese e chiederne il rimborso (sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-12/11, McDonagh). In quel caso le ricevute sono la tua prova. Conserva tutte le ricevute e fotografa documenti, ricevute, carte d’imbarco e conferme.
Un estratto conto può mostrare che hai pagato qualcosa, ma la ricevuta mostra per che cosa hai pagato, ed è questo che dimostra che la spesa era necessaria.
Ragionevole, non illimitato
Le spese sono rimborsate soltanto se, alla luce delle circostanze, erano necessarie, appropriate e ragionevoli. Alcolici, cene costose o un hotel più caro di quanto la situazione richiedeva rischiano quindi di non essere rimborsati per intero.
Se la compagnia aerea ha effettivamente offerto buoni pasto o l’hotel e tu hai rifiutato, il rimborso delle spese sostenute in proprio può essere negato: il rimborso deve coprire ciò che la compagnia non ha offerto. Che cosa sia ragionevole dipende dalle circostanze del singolo caso, per esempio la durata dell’attesa, l’ora del giorno e ciò che era disponibile sul posto. In caso di controversia a valutarlo è un giudice.
Esempio: il volo serale che resta a terra
Il tuo volo serale di ritorno ha un forte ritardo e l’unica informazione arriva tramite l’app. Fai una schermata della notifica di ritardo e fotografi il tabellone con numero del volo e orario. Quando arriva l’SMS con il nuovo orario di partenza lo conservi, e al gate chiedi al personale il motivo e annoti la risposta.
Non arriva alcun buono pasto, quindi compri una cena semplice e conservi la ricevuta. Una volta a destinazione annoti quando si sono aperte le porte. Il giorno dopo hai tutto ciò che serve: la conferma di prenotazione nella posta, le prove del disservizio, l’orario di arrivo effettivo e la ricevuta della spesa, senza aver dedicato più di pochi minuti.
Se mancano dei documenti: come ricostruire il materiale
Recupera il codice di prenotazione
Cerca nella posta il nome della compagnia aerea o le parole conferma di prenotazione. Con il codice la compagnia può recuperare dai propri sistemi prenotazione, check-in e cambi di volo.
Recupera i dati del volo
Gli orari effettivi di partenza e di arrivo sono normalmente conservati nei database dei voli e presso la compagnia aerea. Non devi quindi aver provato ogni minuto di persona: il disservizio si può spesso dimostrare in seguito con numero del volo e data.
Chiedi i documenti alla compagnia aerea
Chiedi alla compagnia aerea di confermare per iscritto che il volo ha subito un ritardo o è stato cancellato e qual è stato il motivo. La compagnia ha i dati del tuo viaggio nei propri sistemi.
Usa gli estratti conto come riserva
Se mancano le ricevute, l’estratto della carta può mostrare che i pagamenti sono stati fatti in aeroporto o in hotel nel momento giusto. È una prova più debole delle ricevute, ma spesso meglio di niente.
Abitudini digitali che fanno la differenza
Fai subito le schermate quando succede qualcosa: le notifiche dell’app e le carte d’imbarco digitali possono sparire, e l’app della compagnia non sempre mostra a posteriori i vecchi disservizi. Fotografa le ricevute cartacee lo stesso giorno; il testo sulla carta termica può sbiadire.
Raccogli tutto in un unico posto, per esempio un album nello smartphone o una cartella nel cloud con la data del viaggio come nome. Scrivi infine una breve cronologia di che cosa è successo e quando. Ti risparmia molte ricerche se la vicenda va per le lunghe.
Domande frequenti
Di norma no. La compagnia aerea può vedere nei propri sistemi che hai fatto il check-in, e una copia digitale o il codice di prenotazione bastano spesso a identificare il viaggio. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha inoltre stabilito che a chi ha una prenotazione confermata su un volo arrivato con tre ore o più di ritardo non si può negare la compensazione per il solo fatto che la carta d’imbarco non è stata esibita, salvo che si dimostri che non ha viaggiato su quel volo (causa C-756/18). Una schermata della carta d’imbarco ti evita comunque un giro di richieste di integrazione.
È più difficile. Devi poter dimostrare quali spese hai sostenuto, e le ricevute sono la prova più chiara. L’estratto della carta può mostrare che hai pagato qualcosa nel posto giusto al momento giusto, ma non che cosa hai acquistato: è una prova più debole e non offre alcuna certezza di rimborso. Se possibile, chiedi una copia della ricevuta all’hotel o al ristorante.
Conserva tutto finché la vicenda non è del tutto chiusa e l’eventuale compensazione non è stata pagata. Quanto tempo dopo si possa far valere una richiesta lo stabiliscono oggi le norme nazionali, che possono variare da un Paese all’altro (Corte di giustizia dell’Unione europea, causa C-139/11): meglio conservare troppo a lungo che troppo poco.
Non aspettare comunque a presentare la richiesta. In Italia il termine applicabile alla richiesta di compensazione non è univoco: per questo è prudente inviare la richiesta alla compagnia aerea per iscritto il prima possibile. Per i voli a partire dal 23 ottobre 2027, in base al regolamento (UE) 2026/2202, la richiesta di compensazione va presentata entro nove mesi dalla data di partenza indicata sul biglietto.
Rispondi ad alcune domande sul tuo volo e valuteremo gratuitamente se il disservizio può dare diritto a una compensazione secondo le regole UE. Se in seguito ci servono dei documenti, te li chiederemo via e-mail.
Fonti
- Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio · EUR-Lex / Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea · Normativa · consultato il 2026-10-06
- Sentenza nella causa C-452/13, Germanwings GmbH contro Ronny Henning (4 settembre 2014) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Sentenza nella causa C-11/11, Air France SA contro Heinz-Gerke e Luz-Tereza Folkerts (Grande Sezione, 26 febbraio 2013) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Sentenza nella causa C-12/11, Denise McDonagh contro Ryanair Ltd (Terza Sezione, 31 gennaio 2013) · EUR-Lex / Corte di giustizia dell’Unione europea · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Ordinanza nella causa C-756/18, LC e MD contro easyJet Airline Co. Ltd (Ottava Sezione, 24 ottobre 2019) · EUR-Lex / Corte di giustizia dell’Unione europea · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Sentenza nella causa C-139/11, Joan Cuadrench Moré contro Koninklijke Luchtvaart Maatschappij NV (Terza Sezione, 22 novembre 2012) · EUR-Lex / Corte di giustizia dell’Unione europea · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-06
- Regolamento (UE) 2026/2202 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2026, che modifica il regolamento (CE) n. 261/2004 e il regolamento (CE) n. 2027/97 del Consiglio (GU L, 2.10.2026) · EUR-Lex (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea) · Normativa · consultato il 2026-10-06
