Puoi chiedere più dell’importo fisso? L’articolo 12 e il risarcimento ulteriore
In sintesi
Sì, può essere possibile, ma non aumentando l’importo fisso. L’importo fisso del regolamento (CE) n. 261/2004 compensa il disagio in sé di perdere tempo, e la Corte di giustizia ha stabilito che non è inteso a coprire perdite individuali come il mancato guadagno. L’articolo 12 del regolamento afferma invece che l’applicazione del regolamento non pregiudica il diritto a una compensazione supplementare che può esistere su un’altra base. Ma una simile richiesta poggia sul diritto nazionale o sulla Convenzione di Montreal, non sul regolamento, e la compensazione già concessa ai sensi del regolamento può essere detratta da tale importo.
Di Airlate · Pubblicato il · Aggiornato il
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L’importo fisso e il danno individuale sono due cose distinte
La compensazione dell’articolo 7 è determinata dalla distanza del volo, non da quanto il disservizio ti è costato. Nelle cause riunite C-581/10 Nelson contro Deutsche Lufthansa e C-629/10 TUI Travel e altri, decise dalla Grande Sezione il 23 ottobre 2012, la Corte di giustizia ha descritto la perdita di tempo come un disagio, non come un danno derivante dal ritardo ai sensi dell’articolo 19 della Convenzione di Montreal. Proprio per questo l’importo fisso è stato ritenuto compatibile con la convenzione.
La stessa logica ritorna nella causa C-354/18, Rusu contro Blue Air, decisa il 29 luglio 2019. La causa riguardava un negato imbarco. Blue Air aveva offerto ai passeggeri 400 euro a testa ai sensi del regolamento, ma loro sostenevano che l’importo risarcisse solo il danno morale e chiedevano anche il mancato stipendio. La Corte di giustizia ha risposto che l’importo dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), non è inteso a risarcire un danno come la perdita di reddito, e che tale danno può invece essere oggetto di compensazione supplementare ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 1. Gli importi fissi riguardano danni sostanzialmente identici per tutti i passeggeri interessati, mentre un danno individuale richiede una valutazione nel singolo caso e può essere risarcito solo a posteriori.
La conclusione è semplice: non serve a nulla sostenere un importo fisso più alto di quello che la distanza prevede. Per ottenere la copertura delle perdite effettive occorre imboccare l’altra strada.
Che cosa dà l’articolo 12, e che cosa no
L’articolo 12, paragrafo 1, si compone di due frasi. La prima dice che l’applicazione del regolamento non pregiudica il diritto del passeggero a una compensazione supplementare. La seconda dice che la compensazione concessa ai sensi del regolamento può essere detratta da tale compensazione.
Che cosa significhi è stato esaminato nella causa C-83/10, Sousa Rodríguez e altri contro Air France, sentenza della Terza Sezione del 13 ottobre 2011. La Corte ha interpretato la nozione di compensazione supplementare nel senso che il giudice nazionale ha la possibilità di concedere, alle condizioni previste dalla Convenzione di Montreal o dal diritto nazionale, il risarcimento del danno, compreso il danno morale, derivante dall’inadempimento del contratto di trasporto aereo.
L’articolo 12 non dà quindi alcun diritto autonomo a denaro. È una porta che resta aperta. Che cosa si possa chiedere, come lo si debba provare e a quanto ammonti lo decide il diritto nazionale o la convenzione, non il regolamento. In pratica è una richiesta di diritto civile in cui di norma bisogna poter dimostrare sia la perdita sia il nesso con il disservizio. Se la richiesta si fonda sulla Convenzione di Montreal, inoltre, il vettore può sottrarsi alla responsabilità per un danno da ritardo se prova di aver adottato tutte le misure che si potevano ragionevolmente esigere per evitarlo, e la responsabilità è limitata a un importo massimo per passeggero (articoli 19 e 22).
L’articolo 12, paragrafo 2, prevede inoltre che il paragrafo 1 non si applichi ai passeggeri che hanno rinunciato volontariamente alla prenotazione ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, cioè hanno ceduto il proprio posto in cambio di benefici quando la compagnia prevedeva di dover negare l’imbarco. L’eccezione non pregiudica però i principi e le norme del diritto nazionale, comprese le decisioni giurisdizionali.
Tutto questo descrive l’articolo 12 nella sua formulazione attuale. Il regolamento (UE) 2026/2202 sostituisce l’articolo 12 con un nuovo testo che si applica dal 23 ottobre 2027. Secondo di esso la compensazione ai sensi dell’articolo 7 va detratta da compensazioni o riduzioni di prezzo previste da altri atti giuridici, e viceversa, se i diritti tutelano lo stesso interesse o hanno lo stesso obiettivo. In questi casi la detrazione diventa dunque obbligatoria. Come la nuova regola si rapporti al risarcimento del danno secondo il diritto nazionale o la Convenzione di Montreal non è ancora stato esaminato dalla Corte di giustizia.
Pasti, hotel e trasporto durante l’attesa non rientrano qui
Nella stessa sentenza, C-83/10, la Corte ha tracciato anche un limite menzionato di rado. Il giudice nazionale non può usare la nozione di compensazione supplementare come base giuridica per condannare la compagnia a rimborsare le spese sostenute dai passeggeri perché la compagnia non ha rispettato gli obblighi di assistenza e di servizio degli articoli 8 e 9.
Questo non significa che perdi il denaro delle tue ricevute. Nella stessa sentenza la Corte ha rilevato che i passeggeri possono invece chiedere il rimborso in base agli stessi articoli 8 e 9, e che nulla nel regolamento impedisce di concedere un rimborso per l’inosservanza di questi obblighi anche se le disposizioni non sono state invocate espressamente. Le spese per pasti, hotel e trasporto si chiedono quindi in base agli articoli 8 e 9, non come compensazione supplementare.
Panoramica rapida: importo fisso, detrazione e richieste ulteriori
- L’importo dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), non è inteso a risarcire un danno come la perdita di reddito e non può quindi essere aumentato perché la tua perdita era grande (C-354/18).
- L’articolo 12, paragrafo 1, non impedisce una richiesta di perdite effettive, ma la base è il diritto nazionale o la Convenzione di Montreal, non il regolamento.
- La compensazione supplementare può comprendere anche il danno morale, alle condizioni previste dalla Convenzione di Montreal o dal diritto nazionale (C-83/10).
- La detrazione è consentita ma non obbligatoria: il giudice nazionale può detrarre la compensazione del regolamento dall’importo supplementare, ma non è tenuto a farlo (C-354/18). Vale per l’articolo 12 nella sua formulazione attuale. Dal 23 ottobre 2027 viene sostituito dal regolamento (UE) 2026/2202.
- Pasti, notti d’hotel e trasporti mancati si chiedono direttamente in base agli articoli 8 e 9, non tramite l’articolo 12.
- Se la richiesta si fonda sulla Convenzione di Montreal, l’azione va proposta in giudizio entro due anni dall’arrivo o dalla data in cui l’aereo sarebbe dovuto arrivare (articolo 35).
- L’articolo 12, paragrafo 1, non si applica a chi ha rinunciato volontariamente a una prenotazione ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, fatto salvo quanto possono dare il diritto nazionale e la giurisprudenza.
Esempio: la notte d’hotel e il primo giorno di conferenza perso
Il tuo volo da Roma a Lisbona atterra con sette ore di ritardo. Perdi una camera d’albergo già pagata e il primo giorno di una conferenza. La compagnia offre l’importo fisso per la tratta e considera chiusa la questione.
L’importo fisso è la somma che il regolamento indica per la perdita di tempo in sé, e non si può correggere al rialzo per l’hotel o per la giornata persa. Quelle voci sono danni individuali. Possono invece essere esaminate separatamente come compensazione supplementare, su base giuridica nazionale o ai sensi della Convenzione di Montreal. In tal caso servono, tra l’altro, la prova del costo e del nesso con il ritardo, e il giudice può scegliere di detrarre l’importo fisso già ricevuto. Se la compagnia ti avesse inoltre lasciato sostenere un pasto o un pernottamento che avrebbe dovuto organizzare, quella richiesta rientra invece negli articoli 8 e 9.
A quanto ammonta l’importo fisso
Questa è la parte che deriva dall’articolo 7 e che si calcola in base alla distanza del volo. Le spese per pasti, hotel e trasporto che la compagnia avrebbe dovuto organizzare si chiedono in base agli articoli 8 e 9. Le perdite effettive ulteriori si valutano su un’altra base giuridica.
| Distanza del volo | Importo della compensazione |
|---|---|
| Voli fino a 1500 km | 250 € |
| 1500–3500 km (e voli all’interno dell’UE oltre i 1500 km) | 400 € |
| Voli oltre 3500 km | 600 € |
Gli importi si intendono per passeggero.
Si tratta di importi fissi stabiliti dal regolamento. La compagnia aerea può ridurre l’importo del 50% se ti offre un volo alternativo con cui arrivi a destinazione con un ritardo non superiore a 2 ore (voli fino a 1500 km), 3 ore (voli da 1500 a 3500 km e voli all’interno dell’UE oltre i 1500 km) o 4 ore (altri voli oltre 3500 km) rispetto all’orario di arrivo originariamente previsto (articolo 7, paragrafo 2). In caso di ritardo su un volo di oltre 3500 km da o verso un Paese al di fuori dell’UE, l’importo può essere ridotto del 50% anche se arrivi a destinazione con un ritardo di almeno tre ore ma inferiore a quattro (Corte di giustizia dell’Unione europea, Sturgeon e a., punto 63).
Da sapere se vuoi chiedere più dell’importo fisso
- Conviene tenere separate le voci: l’importo fisso, i pasti e l’hotel mancati ai sensi degli articoli 8 e 9, e le perdite effettive che si vogliono chiedere oltre a ciò. Poggiano su basi giuridiche diverse e si valutano ciascuna a sé.
- Una richiesta di perdite effettive poggia sulla possibilità di dimostrare la perdita: prenotazioni, ricevute, penali di cancellazione, attestazioni del datore di lavoro o dell’organizzatore e le informazioni della compagnia sul disservizio. La documentazione decide se la richiesta può essere portata avanti.
- L’importo fisso si valuta ai sensi del regolamento ed è il percorso più semplice. Richiederlo non impedisce una successiva richiesta di compensazione supplementare, ma l’importo può essere detratto.
- Una richiesta di perdite effettive si rivolge per iscritto alla compagnia e può poi dover essere esaminata da un giudice o da un organismo di risoluzione delle controversie su base nazionale. Di norma è il passeggero a dover provare la perdita. Se la richiesta si fonda sulla Convenzione di Montreal, il diritto al risarcimento si estingue se l’azione non è proposta in giudizio entro due anni dall’arrivo o dalla data in cui l’aereo sarebbe dovuto arrivare (articolo 35). Il termine decorre dall’arrivo e non da quando la richiesta dell’importo fisso è conclusa, quindi non conviene attenderne l’esito.
Domande frequenti sulla compensazione supplementare
Può essere possibile, ma non due volte per la stessa cosa. L’articolo 12, paragrafo 1, seconda frase, consente di detrarre la compensazione del regolamento dalla compensazione supplementare. Nella causa C-354/18 la Corte di giustizia ha stabilito che il giudice nazionale competente può fare tale detrazione ma non è tenuto a farla. Dal 23 ottobre 2027 l’articolo 12 viene sostituito dal regolamento (UE) 2026/2202, con nuove regole sulla detrazione.
No. La perdita di reddito è un danno economico. Nella causa C-354/18 la Corte di giustizia l’ha trattata come un danno che l’importo dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), non è inteso a risarcire, ma che può essere oggetto di compensazione supplementare ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 1. Il danno morale è un’altra cosa, cioè un danno non economico, e secondo la causa C-83/10 anche esso può rientrare nell’articolo 12 alle condizioni previste dalla Convenzione di Montreal o dal diritto nazionale.
La nostra verifica riguarda l’importo fisso di EU261, cioè la somma determinata dalla distanza del volo. Le richieste di perdite effettive si valutano su base giuridica nazionale o ai sensi della Convenzione di Montreal e sono al di fuori di questa valutazione. Si parte dall’importo fisso e si tiene raccolta la documentazione delle altre perdite.
Rispondi ad alcune domande sul tuo volo: valutiamo gratuitamente se l’importo fisso di EU261 può riguardare il tuo caso.
Fonti
- Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, articolo 12 (risarcimenti supplementari) e articoli 7, 8, 9 e 15 · EUR-Lex · Normativa · consultato il 2026-10-01
- Sentenza nella causa C-83/10, Aurora Sousa Rodríguez e altri contro Air France SA (Terza Sezione, 13 ottobre 2011) · EUR-Lex / Corte di giustizia dell’Unione europea · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-01
- Sentenza nelle cause riunite C-581/10, Nelson e altri contro Deutsche Lufthansa AG, e C-629/10, TUI Travel plc e altri contro Civil Aviation Authority (Grande Sezione, 23 ottobre 2012) · EUR-Lex / Corte di giustizia dell’Unione europea · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-01
- Sentenza nella causa C-354/18, Radu Lucian Rusu e Oana Maria Rusu contro SC Blue Air - Airline Management Solutions SRL (Ottava Sezione, 29 luglio 2019) · EUR-Lex / Corte di giustizia dell’Unione europea · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-01
- Convenzione per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale (Convenzione di Montreal) · EUR-Lex · Normativa · consultato il 2026-10-06
- Regolamento (UE) 2026/2202 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2026, che modifica il regolamento (CE) n. 261/2004 e il regolamento (CE) n. 2027/97 (GU L, 2.10.2026) · EUR-Lex (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea) · Normativa · consultato il 2026-10-06
