La compagnia scrive «il ritardo era inferiore a tre ore»: è corretto?
In sintesi
Una risposta che dice che il ritardo «era inferiore a tre ore» è un’affermazione su un momento preciso. Quello che conta è il momento in cui hai raggiunto la destinazione finale, e secondo la Corte di giustizia è il momento in cui si apre almeno una porta e i passeggeri possono lasciare l’aereo. La cifra della compagnia può riferirsi a un momento precedente.
Di Airlate · Pubblicato il · Aggiornato il
Racconta il volo e che cosa ha risposto la compagnia: valutiamo gratuitamente se la cifra regge.
Che cosa conta, e dove la cifra della compagnia può essere diversa
Come si calcola il ritardo in generale lo spieghiamo nella pagina sul ritardo del volo. Qui si tratta della risposta che hai ricevuto.
Conta l’arrivo, non la partenza. Puoi avere diritto alla compensazione quando raggiungi la destinazione finale con un ritardo di almeno tre ore rispetto all’orario di arrivo previsto (C-402/07, punto 61). Una partenza in ritardo che viene recuperata in volo non conta.
L’arrivo è la porta, non l’atterraggio. Il regolamento non definisce la nozione, ma la Corte di giustizia ha risposto che l’orario di arrivo è il momento in cui si apre almeno uno dei portelli, purché ai passeggeri sia consentito lasciare l’aereo (C-452/13, punto 25). La Corte ha osservato che la situazione dei passeggeri, in linea di principio, non cambia in modo sostanziale quando le ruote toccano terra o quando l’aereo è fermo al parcheggio, perché a bordo restano soggetti a restrizioni (punti 23 e 24).
L’indicazione di orario della compagnia non è decisiva. Nel caso Germanwings fu proprio la compagnia a sostenere che valeva l’orario di atterraggio (punto 9). La Corte ha anche respinto la tesi che siano le parti stesse a stabilire il momento (punto 18).
| Momento | Che cosa indica | Conta per la compensazione? |
|---|---|---|
| Partenza prevista | L’orario sul biglietto. Punto di partenza per il ritardo alla partenza. | No. Il ritardo alla partenza decide soltanto il diritto all’assistenza (articolo 6), non la compensazione (C-11/11, punti 36 e 37). |
| Partenza effettiva | Quando l’aereo lascia il gate o decolla. | No, di per sé. Una partenza in ritardo non dice niente su quanto è stato il ritardo all’arrivo. |
| Atterraggio | Le ruote toccano la pista. | No. La Corte ha respinto quel momento (C-452/13, punto 23). |
| Arrivo al gate | L’aereo è al parcheggio e i freni sono inseriti. | No oggi. Stesso ragionamento (C-452/13, punto 23). Cambia dal 23 ottobre 2027, vedi il riquadro più sotto. |
| Apertura della porta | Si apre almeno una porta e i passeggeri possono lasciare l’aereo. | Sì. È l’orario di arrivo secondo la Corte di giustizia (C-452/13, punto 25). |
Esempio: tredici minuti che cambiano l’esito
Il tuo arrivo previsto è alle 14:00. L’aereo atterra alle 16:55, con 2 ore e 55 minuti di ritardo. La porta si apre alle 17:08, con 3 ore e 8 minuti di ritardo. La compagnia risponde che il ritardo era inferiore a tre ore, cosa vera se si conta dall’atterraggio.
Se si conta come ha fatto la Corte di giustizia nel caso Germanwings, cioè dall’apertura della porta, il ritardo supera le tre ore. In quel caso le cifre erano 2 ore e 58 minuti all’atterraggio e 3 ore e 3 minuti al parcheggio, con i portelli aperti poco dopo (C-452/13, punti 8 e 9). Questo non significa che nel tuo caso la compensazione sia assicurata, perché tra l’altro la compagnia può invocare circostanze eccezionali, ma la risposta non decide da sola la questione.
La compagnia conta rispetto alla destinazione giusta?
Conta la destinazione finale. Se hai più voli nella stessa prenotazione, ha rilievo il ritardo alla destinazione finale, cioè dove va il tuo ultimo volo (C-11/11, punto 35, e articolo 2, lettera h). Una compagnia che misura il ritardo sul primo tratto può quindi arrivare a una cifra diversa da quella che vale per tutto il viaggio.
Conta la stessa prenotazione. I voli di un’unica prenotazione formano un insieme (C-537/17, punti 18 e 19). Se i biglietti sono stati acquistati separatamente il discorso cambia: vedi la pagina sulla coincidenza persa.
La riduzione è una questione a parte. Per alcuni voli lunghi la compensazione può essere ridotta della metà se l’arrivo ha meno di quattro ore di ritardo (C-402/07, punto 63). Riguarda l’importo, non l’esistenza del diritto.
Nuova definizione dell’orario di arrivo dal 23 ottobre 2027
Questo articolo descrive le regole in vigore fino al 22 ottobre 2027 incluso. Dal 23 ottobre 2027 si applica il regolamento (UE) 2026/2202. Secondo la nuova definizione, l’orario di arrivo è quello in cui l’aereo raggiunge il parcheggio di arrivo con i freni di stazionamento inseriti, non quello in cui si apre la porta. La soglia diventa allora un ritardo superiore a tre ore.
Che cosa rende verificabile una cifra
A quale momento si riferisce la cifra? Una risposta che dice soltanto «2 ore e 50 minuti», senza dire se si tratta di atterraggio, parcheggio o apertura della porta, non si può verificare. È la prima cosa da chiarire.
Elementi da più fonti. I tuoi documenti, per esempio la carta d’imbarco, la conferma di prenotazione e le comunicazioni della compagnia, possono essere affiancati da dati di volo indipendenti sugli orari effettivi.
Le circostanze eccezionali sono un’altra questione. Anche se il ritardo è di almeno tre ore, la compagnia può dimostrare che dipende da tali circostanze (articolo 5, paragrafo 3; C-402/07, punto 69). Si valuta a parte: vedi l’articolo su quando la compagnia invoca circostanze eccezionali.
Da sapere se la risposta indica una cifra vicina alla soglia
- L’orario esatto di arrivo si può confrontare con dati di volo indipendenti e con i documenti in tuo possesso, guardando a quale momento si riferisce la cifra.
- Ogni volo va valutato a sé: un ritardo di pochi minuti sotto la soglia non esclude di per sé il diritto, se la cifra si basa su un momento diverso dall’apertura della porta.
- Se la compagnia non risponde, o rifiuta senza motivare, in Italia esistono vie diverse: vedi l’articolo su reclamo, ENAC e ConciliaWeb.
- Non esiste una garanzia sull’esito, e il termine per agire non è chiarito in modo uniforme: per questo conviene non aspettare.
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Valutiamo gratuitamente se il tuo volo può rientrare nel regolamento. Se invii una richiesta e accetti le condizioni, Airlate la gestisce manualmente.
Domande frequenti
No. La Corte di giustizia ha stabilito che l’orario di arrivo è quando si apre almeno una porta e i passeggeri possono lasciare l’aereo (C-452/13). L’atterraggio e l’arrivo al parcheggio sono stati respinti.
Conta l’arrivo alla destinazione finale (C-11/11, punto 35). Un breve ritardo sul primo volo può dare un lungo ritardo a destinazione.
La compensazione ai sensi dell’articolo 7 può entrare in gioco soltanto con un ritardo di almeno tre ore (C-402/07, punto 61). Ma se la cifra della compagnia si basa su un momento sbagliato, il ritardo reale può essere sopra la soglia.
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Fonti
- Sentenza nella causa C-452/13, Germanwings GmbH contro Ronny Henning (nona sezione, 4 settembre 2014) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-14
- Sentenza nelle cause riunite C-402/07 e C-432/07, Sturgeon e a. contro Condor Flugdienst e Böck e Lepuschitz contro Air France (quarta sezione, 19 novembre 2009) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-14
- Sentenza nella causa C-11/11, Air France SA contro Heinz-Gerke e Luz-Tereza Folkerts (Grande Sezione, 26 febbraio 2013) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-14
- Sentenza nella causa C-537/17, Claudia Wegener contro Royal Air Maroc SA (ottava sezione, 31 maggio 2018) · Corte di giustizia dell’Unione europea tramite EUR-Lex · Giurisprudenza · consultato il 2026-10-14
- Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004 (articoli 2, lettera h), 5, paragrafo 3, e 7) · EUR-Lex · Normativa · consultato il 2026-10-14
- Regolamento (UE) 2026/2202 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2026, che modifica il regolamento (CE) n. 261/2004 e il regolamento (CE) n. 2027/97 del Consiglio (GU L, 2.10.2026) · EUR-Lex (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea) · Normativa · consultato il 2026-10-06
